| Vallepietra

Vallepietra (825 m s.l.m.) è circondata da alte
montagne ricoperte da boschi dove dominano nelle zone più alte il faggio e l'acero
e nella parte bassa il carpino, la quercia e l'elce. Il suo territorio è limitato
dal monte Tarino (m 1986) che lo separa dal territorio di Filettino, dal monte
Autore (m 1853) che lo separa da Camerata e da Subiaco, dal Capitello che segna
il confine con Jenne, dall'altipiano di Faito che limita i confini con Trevi
e dall'altipiano Campo la Pietra che lo separa da Cappadocia (Abruzzo).
Piccolo paese nella valle del Fiume Simbrivio,
affluente dell'Aniene, può essere raggiunto sia passando per Jenne partendo
da Subiaco e sia per Trevi partendo dagli Altipiani d'Arcinazzo o da Filettino.
Il paesino è reso famoso dal Santuario della
Santissima Trinità, che richiama nel periodo estivo un gran numero di pellegrini.
Il nome Vallepietra nei documenti più antichi è chiamato Vallis Pretarum e anche
Val de Preta: ancora oggi i vecchi pastori e montanari in dialetto la chiamano
Valle preta. La sua parte più antica è intorno al castello ed alla chiesa parrocchiale,
mentre la parte moderna tende ad estendersi verso la strada che porta nei pressi
del Santuario.
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Sulla
piazza principale, oggi Piazza Italia, sorgono la chiesa parrocchiale
ed i resti di un palazzo baronale, rappresentati attualmente dalla torre
e da alcuni locali incorporati nel municipio. Il palazzo era ampio e si
estendeva agli attuali edifici delle scuole e del comune, fino a Piazza
S. Francesco. La torre, restaurata in questi ultimi anni, può considerarsi
il simbolo del paese; presenta una forma quadrata, è alta circa venti
metri e termina con i merli; essa in origine era nel centro del palazzo
e serviva come estremo rifugio e difesa.
L'entrata era situata in alto, con una piccola porta
che dà ingresso all'interno; al di sopra della porta vi è lo stemma marmoreo
dei Caetani del ramo di Filettino, detti poi appunto della Torre o di
Anagni; l'origine di questo stemma risale al 1299, quando Roffredo III
Caetani sposò Giovanna dell'Aquila: in segno di questa unione i Caetani
inquartarono le aquile bianche su sfondo azzurro dei dell'Aquila con le
proprie due onde gemelle in campo oro. I piani interni della torre sono
completamente separati. Vi è una sola finestra che guarda la piazza, mentre
nei lati appaiono le caratteristiche feritoie di difesa. Attualmente al
di sotto dei merli, nel lato che riguarda la chiesa di S. Francesco e
in quello rivolto verso la Piazza Italia sono stati posti i quadranti
del nuovo orologio pubblico. Il paese conserva ancora due porte: quella
del Sole che si apriva sulla strada per Roma e quella Napoletana sulla
via per Napoli; entrambe presentano lateralmente grosse cavità dove entrava
il trave per sprangarle dal di dentro.
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Informazioni turistiche: Centro visita
Parco Monti Simbruini - Tel. 0774/899188.
Mezzi Pubblici: autolinee COTRAL.
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