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Trevi nel Lazio

Dal punto di congiunzione delle strade che portano agli Altipiani di Arcinazzo e a Jenne e Vallepietra, salendo una strada in parte scavata nella roccia si arriva all'abitato di Trevi nel Lazio. Lo straordinario ambiente naturale del suo territorio include, oltre ai suggestivi scenari dell'alta Valle dell'Aniene, ideali per la pesca e per le escursioni, il panoramico altopiano di Faito, la sorgente minerale della Suria, la grotta del Pertuso.


Arco di Trevi

I primi insediamenti nella zona di Trevi si fanno risalire all'ultimo periodo del Paleolitico, come testimoniano reperti litici e faunistici. Anche numerosi resti di mura poligonali, costruite per contrastare l'espansione dei Romani, attestano la presenza a Trevi del più importante presidio nella Valle dell'Aniene prima dei territori degli Ernici e dei Marsi.
Nel 304 a.C. Trevi, sottomessa da Roma, entrò a far parte della tribù Aniense. La cittadina viene citata da Plinio nella Naturalis Historia, ma anche da alcuni scritti di Tolomeo e Frontino, pertanto non viene escluso il fatto che abbia avuto la possibilità di governarsi per molto tempo con proprie leggi, fino ad entrare nel territorio dell'abbazia di Subiaco. Dopo più occupazioni di Jenne di località limitrofe, nel 1162 l'abbazia riconobbe Trevi come sua feudataria. Dopo essere stato concesso da Alessandro IV nel 1257 ai suoi nipoti, il feudo venne loro tolto da Urbano IV pochi anni dopo, fino ad arrivare nel 1297, anno in cui il castello di Trevi fu acquistato dai nipoti di Bonifacio VIII. A causa di abusi di potere dei loro successori, nel 1473 Sisto IV restituì Trevi all'abbazia sublacense.


Chiesa di San Pietro

Da vedere:

  • Castello Caetani (XII-XIII secolo),
  • Arco di Trevi di epoca romana, al confine fra i territori degli Equi e degli Ernici.
  • Civita di Trevi, il colle su cui e' arroccato il centro abitato.
  • Porta Napoletana al limite del centro storico.
  • Porta Romana e Porta della Mola.
  • Chiesa Maggiore, composta dalla Collegiata di S.Maria Assunta, a due piani e tre navate (XII secolo, con ampliamenti del XV e XVII secolo) e dalla Cripta, meglio conosciuta come Chiesa di S. Pietro.
  • Oratorio di S.Pietro Eremita (XVII secolo). Restaurato nel 1971, conserva un gruppo marmoreo di scuola berniniana.
  • Chiesa della Madonna del Riposo (1483).
  • Mura Poligonali.

Informazioni turistiche: Centro visita Parco Naturale Regionale Monti Simbruini, castello Caetani- Tel. 0775/527663.

Mezzi Pubblici: autolinee COTRAL, A.T.L.