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Cervara di Roma

Cervara di Roma, pittoresca località a circa 70 chilometri dalla Capitale, compresa nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, ricca di bellezze naturali e di tesori d'arte, come ogni comunità tende a riconoscersi, specie nelle persone di una certa età, nella propria storia, nelle proprie tradizioni, nella semplice quotidianità paesana e nel comune ricordo di fatti e personaggi. Fortemente amata dai paesani che per motivi di lavoro erano emigrati in pianura (soprattutto a Roma), scoperta dai forestieri, Cervara, impreziosita da pregevoli sculture, chiamata la Montagna d'Europa per la pace nel mondo, mostra una vivace attività, soprattutto nella bella stagione, attraverso iniziative culturali, sociali e il ripristino di antiche usanze e festività molto sentite dai Cervaroli e dai turisti di Campaegli (centro turistico a 1450 metri s.l.m.).
La nascita di Cervara risale all'883 ed è documentata dall'atto di donazione di alcune terre del duca Cesario Vestario al monastero di S.Scolastica. In tale atto è menzionato per la prima volta il "Mons Cervaria", nome dovuto ai cervi che vi pascolavano. La Rocca del paese, per la sua inespugnabilità, fu scelta da Pelagio, monaco scismatico, che si proclamò Abate nel 1273 resistendo per tre anni agli attacchi dell'esercito Pontificio.


Una veduta dall'alto di Cervara di Roma

Le tradizioni contadine e le sagre paesane ci consentono un piacevole ritorno al passato, alle origini, al "come eravamo" ed al "cosa facevamo", con la rievocazione degli antichi mestieri e la riproposizione di piatti tipici e di ricette ormai quasi dimenticate.
Molto importante è il recupero del costume delle donne cervarole, che rischia di estinguersi, infatti, ormai non c'è più la consuetudine di indossarlo e attualmente esistono soltanto due o tre costumi originali, che possono servire da modelli per auspicabili riproduzioni da indossare da parte delle giovani donne nelle feste più caratteristiche, arricchendo i cortei e le sfilate. Cervara, infatti, da vari anni sta cercando di rivalutare le manifestazioni tradizionali, di riscoprire luoghi e attività caduti in disuso e di valorizzare il proprio patrimonio culturale attraverso la realizzazione del museo dedicato a I nuovi primitivi e di quello degli Ex voto, per ritrovare le proprie radici e la propria identità.
In quest'opera di recupero dei patrimonio culturale è necessario che il Comune continui a promuovere iniziative con la fondamentale collaborazione delle Associazioni locali (Pro loco e Confraternite), della Parrocchia Maria SS.ma della Visitazione, del Centro Anziani e dei Cervaroli tutti, paesani e non, che hanno a cuore il passato e il futuro del loro paese.


Una veduta panoramica da Campaegli

Dai primi anni del 1800 in poi, Cervara diventa meta di artisti stranieri e non (Ludwing A. Richter, L. Edward, F. Montessuy, Ernest Hèbert, D. Purificato, Giampistone, Aldo Riso, Ciotti, Kattinis, ecc.). Dagli inizi degli anni '80 il maestro Vincenzo Bianchi, titolare della cattedra di Scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze, ha iniziato un sodalizio con Cervara traducendo in pratica la poesia di Raphael Alberti che definisce il paese "una scultura nella roccia"; infatti sono sorte dalla pietra bianca di Cervara, una serie di figure simboli di pace e fratellanza insieme a poesie e murales che ornano il paese. L'ultima opera, in ordine di tempo, è un bassorilievo di circa 20m² in ceramica, realizzato da Fabio Piscopo e collocato nella piazzetta centrale. Tutte queste opere si rincorrono l'un l'altra in un susseguirsi di vicoli, archi, scalinate, piazzette, dove l'accesso alle automobili è impossibile e il panorama circostante è un insieme di verdi montagne e di ampie vallate.

La sua posizione tipica, rende Cervara la "porta" d'ingresso al Parco Naturale Regionale dell'Appennino Monti Simbruini, grande area protetta del Lazio. In questo "nido d'aquile" sperduto tra i monti, i visitatori possono finalmente godere un autentico contatto con la natura che la vita moderna rende sempre più difficile.
In alcuni punti è possibile lanciarsi con il parapendio, con cui si ha una stupenda visione di tutta la Valle dell'Aniene. A Campaegli invece è possibile cimentarsi nell'equitazione, nello sci di fondo e nel trekking.

Da vedere:

  • Sito archeologico presso la località Le Morre (tarda età della pietra/prima età del bronzo).
  • Rocca medioevale.
  • Sculture su pareti rocciose dislocate in vari punti del paese.
  • Scalinata degli artisti.
  • Roccia della Pace.
  • Bassorilievo in ceramica presso piazza Umberto I.
  • Toponomastica stradale in ceramica e affresco.
  • Pannelli presso piazza Umberto I.
  • Chiesa di Maria SS.della Visitazione (XV secolo).
  • Chiesa di S.Maria della Portella, situata alle porte del paese.
  • Chiese di S.Rocco e di S.Emidio.

Informazioni: Comune tel.0774/828715 - fax. 0774/828762

Mezzi pubblici: autolinee COTRAL